WELCOME

Vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;

ma misi me per l’alto mare aperto

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI.

Tusitala è un termine che in lingua samoana significa “Narratore di storie”. 

Nel XIX secolo questa parola arrivò in Occidente poiché era il soprannome con cui alle Isole Samoa chiamavano Robert Louis Stevenson. Il grande scrittore scelse, infatti, i Mari del Sud come scenario nel quale ricostruirsi una nuova vita.

Quando da ragazzina venni a conoscenza di tale aneddoto, mi risuonò fortissimo quel soprannome, Tusitala e cominciai a usarlo per identificarmi. E mi appassionai alle letture di Stevenson e a quella lingua, iniziando a studiarla. Come avviene a quell’età, Tusitala finì per essere un’ossessione, avevo collanine, braccialetti, timbri con quel nome e molti miei libri lo recano ancora stampigliato a inchiostro.

Il motivo che mi spinse a sentire così forte affinità con quel nome è da ricercare nella passione che nutrivo e nutro per le storie.

Una delle mie abitudini di allora era quella di ospitare i miei piccoli vicini di casa, io, di poco più grande, e raccontavo loro fiabe che inventavo sul momento. Tra draghi, imprevisti, principesse, tesori e meli parlanti, attraversavamo per mano ponti levatoi o volavamo inginocchiati su una pelle di mucca adagiata al pavimento. Amavo vedere quei miei piccoli amici seguirmi nelle avventure che ideavo e ho ancora negli occhi tutta la gamma di emozioni che suscitavano i miei racconti sui loro visi.

Nel corso del tempo quest’abitudine non è cambiata. Nonostante siano trascorsi più di trent’anni da allora e tanta vita si è frapposta nel mezzo, con i miei allievi e i miei studenti mi comporto allo stesso modo. Io al centro dell’aula li faccio avvicinare a me e creo storie, avventure che si basano sugli eventi storici descritti nei manuali. Impersono tutti coloro che hanno cambiato le sorti del nostro presente, inscenando aneddoti e provando a immaginare o evocare quei vizi umani e quel valore che sono attributi umani imprescindibili e che mai cambiano tra le generazioni. I sentimenti e le emozioni dell’uomo infatti non sono mode che durano al massimo una stagione; no, le gioie, le risate, i sorrisi, le paure e i desideri sono sempre i medesimi, uomo dopo uomo, anno dopo anno, secolo dopo secolo. 

Viaggiare nella storia equivale a immergersi nell’animo umano, significa scoprire attraverso gli altri, noi stessi, ed è un percorso che si muove sulle due coordinate dello spazio e del tempo.

Ma nella mia giovane esistenza di allora c’era un altro fattore importante alla creazione di una storia che fosse una reale avventura: i luoghi.

Sarà stata indole, o forse una matrice culturale appresa da una famiglia che era radicata all’antica tradizione del nomadismo, in quanto circensi, ma sta di fatto, che come per l’Ulisse immaginato da Dante, mai ho potuto vincere quell’ardore che mi portava a muovermi e spostarmi e andare alla ricerca di nuove storie da vivere.

Scelsi una scuola che più di qualunque altra mi avrebbe permesso di viaggiare e lo feci. Non paga dei bei viaggi e delle gite che mio nonno mi permise di intraprendere da bimba, a 15 anni mi imbarcai su un mercantile ed ebbi modo di visitare tutte le nazioni affacciate sul Mediterraneo e i luoghi (in un tempo) non ancora toccati dal turismo massivo, distruttore di tradizioni.

Ho alternato fasi molto distinte nella mia vita, quelle in cui ero attrice e vivevo avventure molto strutturate, a quelle in cui ero spettatrice e mi fermavo, dunque scrivendo o raccontando storie. Ma di fatto, ‘la storia’ in sé e per sé, è sempre ciò che contraddistingue la mia esistenza.

Ecco perché Tusitala racchiude l’idea sia della storia, intesa come scrittura, che del viaggio. Dopotutto lo stesso Stevenson cercò una nuova vita scrivendo e navigò, per giungere nei suoi Mari del Sud. 

Ogni storia è un viaggio e io, come trent’anni fa, mi diverto a costruire e narrare storie.

Paratissima 2019

Siano esse quelle che scrivo su carta: romanzi, racconti, aneddoti, piccoli percorsi culturali che propongo come brevi corsi o lezioni; o esperienze e avventure narrate a voce quando vengo ospitata; oppure quando scrivo quelle storie che hanno l’ambizione di diventare reali, che progetto in bozza per farle vivere a chi, per quei viaggi speciali, desidera partire davvero, chiaramente mi riferisco ai viaggi di gruppo e su misura, al travel design. E io, mi nutro ancora delle espressioni di gioia e meraviglia che tali avventure suscitano loro.

Questo è dunque un luogo dove si vivono le storie, va solo deciso quale tipo di viaggio compiere con me.